Le aggressioni ai medici e agli infermieri nei pronto soccorso stanno diventando una costante. Non si tratta di episodi isolati, ma di un fenomeno diffuso, legato a un mix di fattori strutturali e sociali. Le lunghe attese rappresentano il principale motivo di tensione. Molti cittadini, in ansia per le proprie condizioni o per quelle dei familiari, faticano a comprendere le regole del triage. Il principio che assegna priorità in base alla gravità dei casi, e non all’ordine di arrivo, genera spesso incomprensioni e proteste.
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Le aziende sanitarie, come quella di Cosenza, stanno adottando misure interne, ma il problema rimane di portata nazionale. La richiesta è chiara: più risorse, più sicurezza e una comunicazione capace di prevenire conflitti.






