Le ultime consultazioni amministrative consegnano una Calabria politicamente ridefinita, caratterizzata da nette affermazioni, ribaltoni storici e un caso di perfetta parità che lascia col fiato sospeso l’intera fascia ionica. Pesando l’importanza delle sfide in base al bacino elettorale dei comuni al voto, i riflettori delle testate locali e nazionali sono tutti puntati sul capoluogo reggino e sul Pollino, mentre nei piccoli centri non mancano colpi di scena e sfide all’ultimo voto.
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Il “Peso Massimo”: Reggio Calabria volta pagina, Cannizzaro eletto al primo turno
Con un corpo elettorale imponente rispetto alle altre realtà provinciali (90.149 voti validi per i candidati sindaco), Reggio Calabria archivia l’era Falcomatà dopo ben 12 anni e sceglie la via del centrodestra unito.
Il deputato e coordinatore regionale di Forza Italia, Francesco Cannizzaro, stravince con un perentorio 65,68% (pari a 59.214 voti). Un successo trainato da una coalizione monstre (che include Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi Moderati, Azione, Alternativa Popolare, UdC e varie liste civiche come Reggio Futura) che gli garantisce una solidissima maggioranza di 24 seggi in Consiglio comunale.
Esce nettamente ridimensionato il centrosinistra guidato dal sindaco facente funzioni Domenico Donato Battaglia, che si ferma al 24,74% (22.302 voti), conquistando solo un seggio diretto più 7 di coalizione. Marginali i risultati dei civici Eduardo Lamberti Castronuovo (5,10%) e Saverio Pazzano (4,47%), che non riescono ad accedere alla ripartizione dei seggi. Si sottolinea come la “corazzata Cannizzaro” abbia intercettato la voglia di cambiamento della città dello Stretto, evitando senza appello l’incognita del ballottaggio.
Subito dopo il capoluogo reggino, Crotone (30.244 voti validi) sceglie la continuità e premia il sindaco uscente Vincenzo Voce, che stravince al primo turno con il 62,41% (18.874 voti) grazie a un asse civico blindato dal simbolo di Fratelli d’Italia, garantendosi 21 seggi. Nulla da fare per lo sfidante di centrosinistra Giuseppe Trocino, sostenuto da PD e Movimento 5 Stelle, che si ferma al 34,68% (10.488 voti, pari a 1 seggio diretto più 10 di coalizione). Marginali e senza seggi i civici Fabrizio Meo (1,85%) e Vito Barresi (1,07%), mentre la stampa locale evidenzia come il voto crotonese abbia ricalcato la netta tendenza regionale di polarizzazione verso le coalizioni maggiori, scongiurando il rischio ballottaggio.
Castrovillari (CS): Anna De Gaio sfiora la vittoria immediata, sarà ballottaggio
Subito dopo Reggio, per numero di elettori, la sfida più rilevante si è consumata a Castrovillari, cuore del Pollino, dove i votanti hanno espresso 12.290 preferenze per i sindaci.
Qui il verdetto è rimandato al secondo turno, ma la spinta del centrodestra si fa sentire con forza. Anna De Gaio (sostenuta da Forza Italia, FdI, Noi Moderati, Azione Cittadina e civiche) vola in testa conquistando il 43,59% (5.357 voti). A contenderle la poltrona più alta del palazzo di città al ballottaggio sarà Ernesto Bello, candidato del Partito Democratico e dei Progressisti, che agguanta il secondo posto con il 27,70% (3.404 voti).
Bello ha scalzato per una manciata di voti il terzo incomodo, Luca Donadio, fermatosi al 26,83% (3.298 voti) alla guida dello schieramento civico guidato da Onda Civica e dal Movimento 5 Stelle. Fuori dai giochi Eugenio Salerno con un marginale 1,88%. La stampa cosentina si interroga ora sulle grandi manovre di apparentamento: i voti dell’area Donadio saranno l’ago della bilancia.
Il Caso dell’Anno: Mandatoriccio (CS) e il clamoroso pareggio perfetto (50% a 50%)
Spostandoci sui comuni sotto i 15.000 abitanti, la notizia che sta facendo il giro delle redazioni regionali arriva da Mandatoriccio. In un contesto da 1.704 voti totali validi, si è assistito a un evento matematicamente e politicamente straordinario: perfetta parità.
La candidata Teresa Maria Villella (Nuova Alba) e lo sfidante Cataldo Iozzi (Uniti per Mandatoriccio) hanno ottenuto esattamente lo stesso numero di preferenze: 852 voti a testa, assestandosi entrambi su un geometrico 50,00%.
Un equilibrio assoluto che, per legge nei comuni al di sotto dei 15mila abitanti, costringerà i cittadini a tornare alle urne per un insolito turno di ballottaggio domenicale tra i due candidati unici. Una parità che fotografa una comunità letteralmente spaccata in due.
Gli altri centri dello Ionio e del Pollino
Villapiana (CS): Con 3.068 voti validi espressi su 4.909 elettori (affluenza al 64,68%), si registra l’affermazione netta di Maria Annunziata De Marco, detta Mariolina, della lista Villapiana Sarà, che vince con il 56,62% (1.737 voti) e ottiene 8 seggi. Sconfitto Paolo Montalti (La Villapiana che Vogliamo), fermo al 43,38% (1.331 voti, 1 seggio a lui più 3 alla lista).
Francavilla Marittima (CS): Vittoria schiacciante per Mauro Bonifacio alla guida di Francavilla Futura. Bonifacio capitalizza il 62,31% dei consensi (1.093 voti) assicurandosi 7 seggi. Il rivale Pino Lucente (Fuori dagli Schemi) si blocca al 37,69% (661 voti), portando a casa complessivamente 3 seggi in consiglio. L’affluenza qui è stata solida, attestandosi al 71,04%.
Campana (CS): Nel piccolo centro presilano (907 voti validi su un’affluenza piuttosto bassa del 46,33%), Giacinto Parrotta conquista la fascia tricolore con la lista Progetto Campana grazie al 58,32% (529 voti) e 7 seggi. Agostino Chiarello, con la lista Le Radici e le Ali, ottiene il 41,68% (378 voti) che vale i restanti 3 seggi di minoranza.
Il dato politico complessivo che emerge è un centrodestra che avanza con forza nei centri nevralgici come Reggio Calabria e Castrovillari, mentre le dinamiche puramente locali dei centri più piccoli regalano storie di ordinaria frammentazione e lo straordinario “caso Mandatoriccio”, un enigma democratico che troverà soluzione solo nelle prossime due settimane.
REGGIO CALABRIA

CROTONE

CASTROVILLARI

MANDATORICCIO

CAMPANA

FRANCAVILLA MARITTIMA

VILLAPIANA







