Una mobilitazione corale che unisce terra, mare e gomma, partendo dalla Sicilia e risalendo la Calabria lungo le snodi cruciali di Rosarno, Crotone, Sibari e Cariati. I Comitati di Futuro Nazionale Corigliano-Rossano scendono in campo a sostegno della protesta che vede schierati compatti agricoltori, allevatori, pescatori e autotrasportatori contro il raddoppio del costo dei carburanti e un sistema economico che sta soffocando il Made in Italy.
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I nodi critici della crisi di filiera
Agricoltura sotto assedio: Gli agricoltori si trovano stritolati dalla concorrenza sleale dei prodotti d’importazione estera (a basso costo e con standard fitosanitari e lavorativi non equiparabili), dalle imposizioni della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) che acquista sottocosto e da una burocrazia europea ritenuta punitiva, unita alle devastazioni causate dalla fauna selvatica.
Pescatori ed emergenza marina: La marineria di Schiavonea e dell’intera fascia jonica affronta costi d’uscita insostenibili a causa del prezzo del carburante professionale, aggravati da restrizioni e dalla concorrenza del pescato estero.
Autotrasporto e logistica: L’aumento del costo del gasolio rende i viaggi commerciali verso il Nord Italia antieconomici per i vettori locali, mettendo a rischio l’anello di congiunzione tra produzione calabrese e mercati nazionali.
Il manifesto in 7 proposte concrete di Futuro Nazionale
Per superare la fase dei meri proclami, il coordinamento di Futuro Nazionale propone una piattaforma programmatica articolata in sette interventi immediati:
Gasolio professionale agevolato: Stabilizzazione della quota gasolio a 0,50 €/litro per agricoltura, pesca e autotrasporto conto terzi, affiancata da un credito d’imposta del 40% a ristoro dei rincari del biennio 2025-2026.
Stop al sottocosto e tutela dei prezzi: Legge nazionale per vietare gli acquisti della GDO a cifre inferiori ai costi di produzione certificati da ISMEA, con obbligo di trasparenza in etichetta sui ricarichi applicati.
Clausole di reciprocità commerciale: Blocco dell’accordo Mercosur senza pari standard sanitari e ambientali e contrasto al fenomeno dell’Italian Sounding.
Tracciabilità e controlli locali: Obbligo d’indicazione dell’origine sui banchi di vendita e controlli settimanali interforze (Comune, ASL, Guardia di Finanza) nei mercati territoriali.
Moratoria e gestione fauna selvatica: Sospensione di 2 anni sui nuovi vincoli del Green Deal per le piccole imprese, abbattimento selettivo dei cinghiali e risarcimenti integrali per danni da fauna e siccità.
Rilancio del Porto e del Distretto Ittico: Interventi strutturali per la darsena peschereccia di Schiavonea, potenziamento logistico e fornitura di gasolio agevolato direttamente in banchina.
Trasparenza finanziaria e garanzie per la filiera: Monitoraggio mensile dei costi di produzione tramite Osservatorio ISMEA, pagamenti della GDO entro 30 giorni e istituzione di un fondo statale a tasso zero per l’anticipo delle spese essenziali.
I referenti dei comitati ribadiscono che la battaglia in corso non rappresenta una rivendicazione di singola categoria, ma la difesa di una filiera strategica nazionale, confermando la presenza e il supporto del movimento all’interno delle assemblee e nelle sedi istituzionali.










