Nuovo Ospedale della Sibaritide, la CUB Calabria lancia l’allarme: «Clausola sociale a rischio, congelare i trasferimenti per tutelare 300 lavoratori»

L’avvio delle attività presso il Nuovo Ospedale della Sibaritide rischia di trasformarsi in una grave emergenza occupazionale per l’indotto dei presidi sanitari di Corigliano e Rossano. A sollevare con forza la questione è la CUB Calabria (Confederazione Unitaria di Base), che ha inviato un’articolata segnalazione e richiesta di intervento formale alle autorità competenti, chiedendo di congelare i trasferimenti in corso in attesa di garanzie sulle tutele dei lavoratori esternalizzati.

I punti chiave della vertenza sindacale

La minaccia per 300 famiglie: Il progressivo trasferimento delle attività sanitarie verso la nuova struttura di Insiti — iniziato con gli ambulatori e destinato a proseguire nella primavera del 2027 con l’intero spostamento dei reparti — lascia nell’incertezza circa 300 lavoratori impiegati nei servizi di pulizia, guardiania, vigilanza e altre mansioni essenziali presso gli ospedali di Rossano e Corigliano.

La denuncia sul mancato rispetto della clausola sociale: La CUB segnala che, con i primi trasferimenti operativi, la ditta D’Agostino Angelo Antonio Costruzioni Generali S.r.l. avrebbe iniziato a impiegare personale proprio nelle attività connesse al nuovo presidio, senza chiarire se siano state verificate e applicate le tutele sociali e di continuità occupazionale spettanti al personale storicamente in servizio presso i vecchi plessi.

Il rischio di danni irreversibili: Il sindacato sottolinea che l’apertura dell’ospedale d’eccellenza non può avvenire scaricando i costi sociali sulle maestranze locali che per anni hanno garantito i servizi, trasformando un investimento strategico in una causa di disoccupazione e contrazione dei livelli di tutela.

Le richieste formali della CUB Calabria
Per impedire esiti negativi irreversibili, la confederazione sindacale ha formulato sette istanze perentorie:

Tavolo istituzionale urgente: Richiesta al Prefetto di Cosenza di convocare un tavolo di confronto con Regione Calabria, ASP di Cosenza, soggetti gestori, ditta affidataria e rappresentanze sindacali.

Congelamento dei trasferimenti: Sospensione temporanea delle riorganizzazioni e dell’ulteriore trasferimento di attività sanitarie in attesa dell’esito del tavolo di concertazione.

Verifica della clausola sociale: Controllo puntuale di capitolati, bandi di gara e contratti d’appalto per verificare la corretta applicazione delle tutele di continuità lavorativa.

Accertamento sull’impiego del personale: Chiarimento immediato sulle modalità e sui presupposti normativi con cui la ditta affidataria sta impiegando proprio personale nei servizi attivati a Insiti.

Mappatura dell’indotto: Avvio di una ricognizione dettagliata di tutto il personale in servizio nelle strutture di Corigliano e Rossano, registrando mansioni e aziende di appartenenza.

Garanzie per il 2027: Definizione preventivo-vincolante delle tutele occupazionali prima dello spostamento dei reparti ospedalieri previsto per la primavera del 2027.

Riscontro formale: Invio di una risposta scritta e tempestiva da parte degli enti e delle autorità interpellate.

La CUB Calabria ha preannunciato che, in assenza di risposte rapide e della convocazione del tavolo richiesto, attiverà ogni idonea azione amministrativa, giudiziaria e di mobilitazione sindacale a difesa dei diritti e della dignità dei 300 lavoratori dell’indotto sanitario.

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