Editoriale | Corigliano Rossano: Torre Pinta-Galderati, quanto tempo serve per un dosso?

L’editoriale di Matteo Lauria – Una bambina di cinque anni è ricoverata in ospedale dopo essere stata travolta da un mezzo lungo il tratto costiero di Rossano Torre Pinta . Galderati. Sulla dinamica dell’incidente stanno lavorando gli investigatori ed è doveroso attendere che siano gli accertamenti a stabilire responsabilità e circostanze. Ma c’è una domanda che prescinde da quell’inchiesta e che oggi torna con prepotenza. Quanto tempo serve per realizzare un dosso?

Non è una provocazione. O forse sì. Perché da anni i residenti di quella zona denunciano una situazione che definiscono insostenibile: auto e moto che, soprattutto nelle ore notturne, attraversano quel tratto a velocità elevate, trasformando una strada frequentata da famiglie e pedoni in un pericolo costante.Nel luglio del 2024 avevamo raccolto il loro appello. Non chiedevano opere faraoniche, né investimenti milionari. Chiedevano interventi di ordinaria sicurezza: una segnaletica più efficace, cunette, dossi, tutto ciò che potesse indurre gli automobilisti a rallentare. Richieste rimaste lì. Ad aspettare.

Eppure, secondo quanto riferito dagli stessi residenti, esisterebbe persino un’ordinanza che prevede la realizzazione dei dossi. Se è così, la domanda diventa ancora più scomoda: quanto tempo deve passare perché un’ordinanza diventi realtà? Anni? Un decennio? Cosa può rallentare così tanto un intervento di questo tipo?

Sia chiaro: nessuno può sostenere che un dosso avrebbe evitato l’incidente di questi giorni. Sarebbe una conclusione arbitraria e scorretta. Ma è altrettanto vero che quel tratto di strada veniva indicato da tempo come pericoloso e che chi ci vive aveva lanciato un allarme preciso, indicando anche possibili soluzioni.

Il problema, allora, è più ampio del singolo episodio. È il rapporto, troppo spesso logoro, tra le segnalazioni dei cittadini e i tempi della pubblica amministrazione. Perché quando una comunità denuncia un rischio per anni e nulla cambia, la sensazione è che la prevenzione venga sempre dopo, mai prima.

La sicurezza stradale non dovrebbe diventare un tema di cui discutere solo dopo una tragedia o un grave incidente. Dovrebbe essere un impegno quotidiano, fatto anche di interventi semplici, magari poco appariscenti, ma capaci di salvare vite. E allora la domanda resta lì, inevitabile. Davvero, nel 2026, per realizzare un dosso bisogna aspettare anni? Se la risposta è sì, il problema non è il dosso. Il problema è un sistema che riesce a complicare anche le cose più semplici. E, mentre la burocrazia si prende tutto il tempo che vuole, i cittadini continuano ad aspettare. Sperando che, nel frattempo, non accada un altro incidente.

 

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