Editoriale. Ginestra, giù le bottiglie: una scarcerazione non è un’assoluzione. Video

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L’editoriale di Matteo Lauria – Non ci sono vincitori né vinti. C’è un’inchiesta ancora aperta, e chi stappa champagne la sta scambiando per una sentenza. Nell’operazione Ginestra non ci sono vincitori né vinti, e il motivo è semplice: siamo davanti a un’azione preliminare e preventiva della Direzione distrettuale antimafia. È una fase delicata, e proprio per questo servono prudenza e freni agli entusiasmi. Basta conoscere un minimo il codice di procedura penale e l’iter di un’inchiesta per capirlo. Capisco l’emozione di chi simpatizza per alcuni indagati. Finché resta emozione, ci sta. Ma sopra l’emozione c’è lo stato di diritto.

 Un’inchiesta ancora in movimento

Il fascicolo è voluminoso. Da quanto mi risulta, mancano ancora due informative da integrare, e per alcuni è il segno che le indagini continuano. Molti sostengono inoltre che l’inchiesta abbia avuto una brusca accelerazione dopo l’agguato mortale di Lattughelle, i cui destinatari comparivano anche tra i soggetti delle misure cautelari. C’è chi legge in questo la scelta di anticipare i tempi per evitare un bagno di sangue. Sono interpretazioni, ma bastano a consigliare cautela.

Prudenza non significa colpevolismo

Dire questo non vuol dire ritenere colpevoli gli indagati, e respingo la sottile equazione di chi prova a trarne questa conclusione. La colpevolezza la stabilisce un giorno un giudice, non la coscienza popolare. La coscienza popolare può esprimere solidarietà. Può sperare nell’innocenza. Ma non può stabilirla, e non adesso. C’è poi un rischio ulteriore: gli entusiasmi facili possono irritare una parte della magistratura, perché finiscono per far passare l’idea che i magistrati non siano stati all’altezza e non abbiano saputo fare giustizia. Aspettiamo gli sviluppi dell’inchiesta e l’esito dei giudizi. Intanto si può essere solidali e continuare a sperare nell’innocenza degli indagati. Ma chi emette sentenze al posto dei giudici si mette al posto di una Cassazione a sezioni unite. E nessuno, per ora, ha quel potere.

    

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