Editoriale | Luigi Britti e il silenzio del Basso Ionio davanti a una strada rimasta senza risposte

L’editoriale di Matteo Lauria – Luigi Britti aveva 56 anni, era un lavoratore e un padre di famiglia. Stava raggiungendo il posto di lavoro in moto quando, sulla Statale 106 a Cariati, si è scontrato con un’automobile. Le cause dell’incidente sono ancora in corso di accertamento. È la diciottesima vittima registrata nel 2026 lungo la statale ionica. Dietro questo numero c’è una famiglia che ha perso un uomo e una comunità costretta a contare un altro morto. Con una nuova 106 il dramma si sarebbe consumato ugualmente? Forse si, forse no! Ma di fronte alla tutela della vita uno Stato autorevole dovrebbe eliminare alla radice i “se” e i “ma”, intervento per la risoluzione delle cause. 

Il dolore non basta più. C’è una rabbia che nasce dall’incapacità di ottenere risposte su una questione elementare: perché il collegamento tra Corigliano-Rossano e Crotone non ha ricevuto la stessa priorità accordata ad altri tratti della Statale 106?

A nord sono in corso i lavori del Terzo Megalotto Roseto-Sibari. Per la variante Sibari-Corigliano-Rossano sono stati aggiudicati due lotti. A sud sono previsti sei lotti tra Crotone e Catanzaro. Nel mezzo rimane il Basso Ionio cosentino-crotonese, con una progettazione che attende ancora una copertura finanziaria completa e con una viabilità affidata a carreggiate strette, attraversamenti urbani e collegamenti inadeguati. Secondo Anas, gli interventi già finanziati o avviati interessano circa 120 chilometri e valgono complessivamente oltre cinque miliardi di euro.

Il Governo ha assunto l’impegno di individuare le risorse entro la fine del mandato. Ma un impegno futuro non spiega le decisioni prese nel passato e non risponde alla domanda che il territorio dovrebbe rivolgere ad Anas e alle istituzioni: quale criterio tecnico ha determinato l’ordine delle priorità?

È stato valutato il numero degli incidenti? Sono stati considerati i centri abitati attraversati, le dimensioni delle carreggiate, i flussi di traffico e l’assenza di percorsi alternativi? Oppure hanno pesato criteri differenti? Non si pretende una risposta costruita sulla polemica. Si chiede una relazione tecnica, pubblica e comprensibile, che mostri dati, valutazioni e ragioni delle scelte.

A formulare questa domanda dovrebbero essere anzitutto i sindaci del Basso Ionio. Non occorrono cortei rituali o dichiarazioni pronunciate soltanto dopo ogni tragedia.  Il silenzio della classe dirigente locale dura da troppo tempo. Continuare a tacere significa accettare che questo territorio rimanga il vuoto tra opere considerate prioritarie altrove. Dopo la morte di Luigi Britti, limitarsi al cordoglio sarebbe un’altra forma di indifferenza.

La domanda è semplice: perché il tratto Corigliano-Rossano-Crotone è rimasto indietro? Chi rappresenta questo territorio ha il dovere di porla. Anas e Governo hanno il dovere di rispondere.

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