Editoriale | Quell’abbraccio che Castrovillari non vedeva da troppo tempo

 L’editoriale di Matteo Lauria – Ci sono immagini che valgono più di mille dichiarazioni. L’abbraccio tra la neo sindaca di Castrovillari, Anna De Gaio, e il candidato sindaco Enzo Bello appartiene a questa categoria. A verdetto concluso, quando ormai le urne avevano parlato in maniera definitiva, Bello si è presentato con un fascio di fiori per congratularsi con la vincitrice. Un gesto bello di nome e di fatto. Un’immagine che ha commosso molti cittadini e che ha suscitato emozioni autentiche. Forse perché alle nostre latitudini non siamo abituati a tanto.

Da troppo tempo la politica è vissuta come uno scontro permanente, una guerra tra fazioni dove l’avversario diventa un nemico da abbattere. Litigiosità, rancori, polemiche e divisioni hanno spesso caratterizzato il dibattito pubblico. Ecco perché quell’abbraccio è stato percepito come qualcosa di speciale. Non la regola, purtroppo, ma l’eccezione.

Mi auguro che non resti un gesto simbolico o di facciata. Sarebbe un peccato. Perché Castrovillari ha bisogno di esempi concreti, non di fotografie destinate a sbiadire nel giro di pochi giorni. Quell’abbraccio non significa appiattimento delle posizioni. Non significa che maggioranza e opposizione debbano rinunciare ai rispettivi ruoli. Al contrario. Significa riconoscere il valore delle istituzioni, rispettare il responso democratico e comprendere che gli interessi della comunità vengono prima delle ambizioni personali.

Fare politica non dovrebbe mai tradursi nel vecchio principio del “vita mea, mors tua”. Non dovrebbe essere una competizione dove conta soltanto vincere. Dovrebbe essere, invece, la capacità di lavorare per il bene dei territori, delle comunità e dei cittadini.

Per questo, negli ultimi anni, ho guardato con amarezza ad alcune pagine della politica castrovillarese. Penso alla vicenda del tribunale, una ferita che ancora oggi faccio fatica a dimenticare. In quella stagione ho avuto la sensazione che qualcuno abbia privilegiato interessi particolari anziché quelli del territorio, arrivando persino a raccontare verità che tali non erano. Una pagina che il tempo forse riuscirà ad attenuare, ma che resta impressa nella memoria di molti.

Proprio per questo l’immagine di Anna De Gaio ed Enzo Bello assume un valore che va oltre il risultato elettorale. È un messaggio. Un invito a cambiare approccio, a guardare agli interessi dei territori e non solo del proprio! A dimostrare che si può competere duramente durante una campagna elettorale e, una volta conclusa, riconoscersi reciprocamente nel rispetto dei ruoli.

Mi complimento con l’attuale classe politica per quanto mostrato in quel momento. E mi auguro che quell’abbraccio possa rappresentare l’inizio di una nuova stagione per Castrovillari. Una stagione in cui il confronto sostituisca lo scontro, il dialogo prevalga sulla rissa e il bene comune torni ad essere il vero punto di riferimento dell’azione politica.

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