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Tornando alla proposta di Corbelli e alla relazione solidarietà/costi, pur rimarcando che a noi tutti piange il cuore quando assistiamo a scene strazianti, occorre guardare in faccia la dura realtà. Ricordiamo un po’ tutti la polemica innescata qualche anno fa dal Comune di Corigliano quando gli amministratori quasi non avevano i fondi per predisporre le transenne. L’allora ente per i soli primi sbarchi dovette sborsare 65mila euro tra fatture ai fornitori ed ore di straordinario pagato al personale, già sottodimensionato e costretto ad essere dirottato per più giorni su altre incombenze. Oltre a quello sanitario e del volontariato. Da quel che risulta, allo stato attuale, la città unica non è dotata di grandi risorse. Tutt’altro! Prima quindi di esprimersi sarebbe il caso di fare i conti con la realtà, stilare una graduatoria delle aree portuali in base alle disponibilità e le risorse economiche e logistiche. Così si è davvero solidali, altrimenti diamo spazio alla retorica di chi è contrario al reddito di cittadinanza(lo stesso che potrebbe aiutare anche chi vive sotto i tetti) per mancanza di fondi e allo stesso tempo vuole tutti i porti aperti, ben consapevole dei costi a cui si va incontro.






