Editoriale | Sibaritide sott’acqua, il nodo ignorato delle urbanizzazioni mai verificate

Ogni volta la stessa scena. Pioggia intensa, strade sommerse, abitazioni invase dall’acqua. Nella Sibaritide il copione si ripete da anni senza variazioni. Si invocano grandi opere, piani straordinari, interventi regionali e nazionali. Ma il punto vero resta più vicino, molto più vicino: cosa accade nei territori dove si costruisce?

Negli ultimi anni sono stati annunciati progetti, anche legati al Pnrr, per migliorare il deflusso delle acque e ridurre il rischio idraulico. Ma mentre si discute di investimenti su larga scala, continuano ad allagarsi aree residenziali di recente costruzione. Questo dato impone una domanda precisa: le opere di urbanizzazione sono state realizzate davvero? E, soprattutto, sono state fatte come previsto?

Parliamo di elementi basilari: reti di drenaggio, canali di scolo, sistemi di raccolta delle acque piovane. Senza queste infrastrutture, qualsiasi pioggia intensa diventa un problema. E quando nuove costruzioni sorgono su terreni che perdono la capacità di assorbire acqua, senza adeguate compensazioni, il risultato è inevitabile.

Il nodo è anche nei controlli. Chi verifica che le opere vengano completate? Chi certifica la loro funzionalità nel tempo? Le autorizzazioni edilizie non possono limitarsi a un passaggio formale. Serve un monitoraggio concreto, prima, durante e dopo la realizzazione degli interventi.

Attribuire responsabilità solo ai livelli istituzionali più alti rischia di essere una scorciatoia. Provincia, Regione e Governo hanno un ruolo, ma la gestione del territorio parte dai Comuni. È lì che si rilasciano permessi, è lì che si devono pretendere opere adeguate e funzionanti.

Se alla base si costruisce senza garantire le infrastrutture minime, ogni piano più ampio perde efficacia. E gli allagamenti diventano una conseguenza prevedibile, non un’emergenza improvvisa.

Prima dei grandi interventi, serve chiarezza su ciò che è stato fatto — o non fatto — sotto casa. Solo da lì può partire una soluzione credibile.

Matteo Lauria – Direttore I&C

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