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La verità è che oggi, piaccia o no, servono provvedimenti immediati e incisivi. Non tra un anno, non dopo l’ennesimo tavolo istituzionale. Subito. Le strade devono tornare sicure, i locali controllati, le armi e le sostanze tolte di mezzo senza esitazioni. Basta con la tolleranza a buon mercato, basta giustificare tutto come “disagio” o “ragazzata”. L’immediato si combatte con la repressione. L’esercito non è stato voluto né richiesto, ma sono dell’avviso che oggi sia una necessità. E non mi preoccupa affatto l’idea che qualcuno possa dire “così sembriamo una città militarizzata”. Davanti a una scelta del genere, la domanda è una sola: è meglio tutelare una vita o un’immagine? Personalmente non ho dubbi. La vita di un cittadino vale infinitamente più di una cartolina pulita per turisti e osservatori esterni.
Smettiamola di politicizzare ogni argomento per ragioni stupide e sciocche. Invece di inseguire calcoli elettorali o polemiche da salotto, dovremmo pensare a formare coscienze che oggi sono pericolosamente al limite della civiltà. Senza sicurezza non c’è libertà, e senza un intervento netto e coraggioso, la nostra comunità rischia di abituarsi a convivere con la paura come se fosse normale. Ogni cittadino è ormai potenziale bersaglio. E se non si inverte la rotta ora, fra poco la violenza non sarà più una notizia: diventerà la quotidianità. Solo con regole chiare, controlli serrati e sanzioni vere possiamo provare a fermare questa spirale. Tutto il resto, al momento, sono solo parole.
Matteo Lauria – Direttore I&C






