Crescono i casi di epatite A in Calabria, con un incremento che interessa in particolare le province di Cosenza e Catanzaro. I nuovi contagi risultano collegati soprattutto al consumo di cozze, anche se al momento non si registra un focolaio diffuso.
Negli ospedali si mantiene alta l’attenzione. A Catanzaro, nel reparto di Malattie infettive del “Dulbecco”, sono ricoverati quattro pazienti provenienti dall’area di Corigliano Rossano, tutti con condizioni non gravi. Più delicata la situazione di una persona fragile trasferita da Cosenza a Pisa, centro specializzato per la chirurgia epatica.
Il bilancio complessivo resta contenuto: nove casi nella provincia di Cosenza dall’inizio dell’epidemia, quattordici nel Catanzarese e due nel Reggino.
Sul fronte sanitario, i pronto soccorso hanno attivato percorsi dedicati per intercettare i sintomi e gestire i pazienti. «Abbiamo strutturato un percorso specifico già dal triage», spiega la responsabile del pronto soccorso di Cosenza, Serena Francesca Pignataro. «L’obiettivo è accelerare le cure e garantire isolamento e sicurezza».
La diagnosi avviene attraverso anamnesi, esami di laboratorio e valutazioni cliniche mirate. Prevista anche la segnalazione dei casi per le attività di monitoraggio epidemiologico.
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