Una tutela occupazionale limitata alla fine dell’anno concede una tregua ai lavoratori dell’ex centrale Enel di Corigliano Rossano. Dal confronto del 27 agosto tra l’azienda e i sindacati è emerso che, fino a dicembre, non sono previsti tagli per il personale delle pulizie né per le altre maestranze dell’indotto e dei cantieri.
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Le maggiori preoccupazioni riguardano il 2027. Il completamento di alcuni interventi dovrebbe comportare una sensibile diminuzione del personale impiegato nei cantieri, con conseguenze anche per i lavoratori dei servizi collegati al processo di dismissione della centrale.
L’abbattimento della caldaia situata davanti alle vecchie ciminiere dovrebbe concludersi entro aprile 2027. In autunno è invece previsto l’avvio di un nuovo progetto nell’area precedentemente occupata dai serbatoi di olio combustibile.
Rimane aperta anche la questione della riconversione dell’intero sito, dopo l’interruzione dei precedenti progetti, compreso quello legato alla produzione di idrogeno. Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto l’apertura di un tavolo con Regione Calabria, Prefettura, Comune di Corigliano Rossano ed Enel per affrontare il futuro dei circa 50 lavoratori ancora impiegati e definire nuove prospettive occupazionali.





