L’intervento dell’avvocato Luigi Fraia – Quando i camion rischiano di fermarsi, i distributori esauriscono le scorte e le imprese faticano a sostenere il costo del carburante, una regione è chiamata a fare i conti non soltanto con un’emergenza contingente, ma anche con eventuali fragilità che ne amplificano gli effetti. Il problema non riguarda soltanto chi guida un camion o gestisce un’impresa di trasporto, poichè il trasporto su gomma costituisce una componente essenziale della distribuzione delle merci: se i mezzi si fermano, le conseguenze possono estendersi ai prodotti alimentari, alle attività commerciali, all’agricoltura, all’edilizia e, in ultima analisi, ai consumatori.
In una regione nella quale l’automobile e il trasporto stradale sono indispensabili per molti spostamenti quotidiani, anche una difficoltà temporanea può pesare in modo significativo sulla vita delle persone e sull’attività delle imprese. Ma la protesta degli autotrasportatori non nasce nel vuoto, e si inserisce in una realtà economica e sociale che continua a presentare divari rilevanti rispetto al resto del Paese. I dati ISTAT indicano e descrivono un problema strutturale: una parte consistente della popolazione incontra difficoltà nell’accesso al lavoro e nella costruzione di un percorso professionale stabile. Le conseguenze riguardano il reddito delle famiglie, le prospettive dei giovani e la capacità del territorio di trattenere le proprie energie migliori.
Il PIL nominale per abitante della Calabria, dalle ultime rilevazioni, è pari a 21.700 euro, il valore più basso nella graduatoria regionale italiana; è pur vero che il PIL pro capite non misura da solo il benessere di una comunità, ma offre una misura significativa della distanza economica che ancora separa la Calabria dalle aree più ricche del Paese. C’è da dire, però, che la Calabria non è priva di risorse, professionalità e capacità imprenditoriali. Il punto è che queste potenzialità devono poter operare in un sistema capace di garantire infrastrutture, servizi, accesso al lavoro e condizioni economiche sostenibili.
Di fronte alle difficoltà del settore, la Regione Calabria ha approvato i criteri per un intervento straordinario da 15 milioni di euro, destinati alle imprese agricole e a quelle del trasporto merci su strada. È un intervento che riconosce la necessità di sostenere comparti direttamente esposti all’aumento dei costi. La gestione della protesta deve garantire la sicurezza della circolazione, la tutela dei servizi essenziali e il rispetto delle regole, senza impedire il legittimo esercizio del diritto di manifestazione.
La crisi induce anche a riflettere sulle priorità della spesa pubblica regionale; per esempio: la promozione dei prodotti agroalimentari, del turismo e delle eccellenze calabresi ha una funzione importante, le fiere possono favorire contatti commerciali, dare visibilità alle imprese e contribuire alla costruzione di un’immagine positiva del territorio. Non sarebbe corretto considerare queste iniziative, in quanto tali, come spese inutili; è però altrettanto legittimo chiedere quali risultati producano, e soprattutto quanto costino complessivamente.
La metafora non è stabilire una contrapposizione tra promozione turistica e sostegno alle imprese, ma è capire se le risorse impiegate siano proporzionate agli obiettivi e soprattutto alle priorità della regione; le fiere e le attività promozionali realizzate attraverso enti regionali e i costi le spese direttamente regionali sono importanti in una regione che veleggia da tempo tra le ultime in vari campi in Italia. La questione centrale che l’attuale emergenza pone attenzione alle scelte di spesa che devono essere valutate anche alla luce delle necessità di ordine delle spese. Prima vengono la continuità dei servizi essenziali, il sostegno a chi rischia di interrompere l’attività, la mobilità dei cittadini, il rafforzamento delle infrastrutture e la creazione di opportunità di lavoro.
La promozione del territorio e gli eventi possono avere un ruolo importante, ma devono inserirsi in una strategia equilibrata, fondata sulla sostenibilità economica e sulla verifica dei risultati. Non si tratta di scegliere tra un camion e una manifestazione, né di contrapporre agricoltura, turismo e trasporti. Si tratta di assicurare che ogni euro pubblico sia impiegato secondo criteri di efficacia e utilità collettiva, senza perdere di vista le necessità concrete delle persone, ecco che si impongono delle priorità, e l‘emergenza degli autotrasportatori rappresenta, un banco di prova poiché la Calabria non ha bisogno soltanto di essere raccontata e promossa: ha bisogno di condizioni che consentano ai suoi cittadini di vivere, lavorare e investire con prospettive migliori. Prima i bisogni dei calabresi, dunque; poi tutte le iniziative che possono contribuire a soddisfarli. Non come contrapposizione, ma come ordine ragionato delle priorità pubbliche, tra l’altro, per spendere soltanto soldi non occorre un politico, ma un buon ragioniere, o no?.
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