L’INTERVENTO. PESTAGGI NELLE ZONE CENTRALI DI ROSSANO

Rossano negli ultimi giorni è diventata teatro di episodi gravi di violenza. Pestaggi a volto scoperto, in pieno centro e a tarda notte, con l’uso di tirapugni. Non parliamo di semplici liti, ma di veri e propri agguati che lasciano a terra ragazzi feriti e comunità spaventate. Una lite, già registrata durante la tradizionale Notte dei Fuochi, aveva dato il primo segnale d’allarme. Ma altri due episodi sono seguiti ieri: uno tra pakistani e italiani, l’altro solo tra italiani. Segni evidenti che non si tratta più di eventi isolati o casuali.

Nel cuore della notte, e nel pieno della movida, si sviluppano situazioni che sfuggono al controllo delle famiglie e delle istituzioni. Una degenerazione che non si può più minimizzare. I giovani coinvolti, spesso minorenni o poco più che maggiorenni, mostrano un’inquietante propensione alla violenza come modalità di affermazione o di reazione.

Sta accadendo qualcosa di profondo. Un fenomeno che va oltre il singolo evento e che chiama in causa il ruolo educativo delle famiglie, delle scuole, delle comunità religiose, delle associazioni culturali e sportive. Non basta inorridire a posteriori. Serve una presa di coscienza immediata e concreta.

È tempo che chi ha ruoli educativi, sociali e istituzionali riprenda in mano la situazione. Il silenzio, la sottovalutazione, l’atteggiamento del “non è affar mio” stanno rendendo questo problema ancora più grande.

Corigliano Rossano merita di restare un luogo sicuro, vivibile, capace di offrire ai giovani occasioni sane di crescita, non palcoscenico di violenze gratuite. Chi pensa che questi episodi riguardino solo pochi, si sbaglia: una società che si gira dall’altra parte smette di proteggere i suoi figli. La gente perbene, la società viva e pulita di Rossano, deve alzare la voce. Serve vigilanza, presenza, educazione, ma anche esempi positivi da proporre. E serve subito.

Matteo Lauria


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