Rossano, sopralluogo di Carabinieri e Polizia nei locali adibiti a moschea

CORIGLIANO-ROSSANO – Carabinieri e Polizia hanno effettuato ieri mattina un sopralluogo all’interno di alcuni locali utilizzati come luogo di preghiera islamico nel centro urbano di Rossano Scalo. Gli spazi si trovano in traversa viale Margherita, nei capannoni conosciuti come “ex De Gennaro”.

Al momento non sono stati resi noti gli esiti dell’attività né le ragioni precise che hanno portato le forze dell’ordine a effettuare l’accertamento. Non è quindi possibile stabilire se siano state riscontrate irregolarità sotto il profilo amministrativo, urbanistico o della sicurezza degli immobili.

Non si esclude che il sopralluogo possa essere collegato alla segnalazione presentata nei giorni scorsi da Giancarlo Bosco, consigliere comunale di Corigliano-Rossano ed esponente del Movimento del Territorio. Si tratta, tuttavia, di un collegamento che non ha ancora trovato conferma ufficiale da parte degli organi intervenuti.

Nella sua nota Bosco aveva definito la struttura una «moschea clandestina», sostenendo che centinaia di fedeli musulmani si riunirebbero in capannoni da tempo inutilizzati e, secondo quanto da lui riferito, inagibili. Il consigliere aveva chiesto alle autorità competenti di verificare la presenza delle necessarie autorizzazioni, l’idoneità dei locali e il rispetto delle disposizioni previste per la sicurezza e per lo svolgimento delle riunioni.

Bosco aveva inoltre affermato di avere già interessato gli organi preposti, sollecitando controlli per accertare la regolarità delle attività svolte nella struttura. Alcuni passaggi della nota contenevano anche interrogativi sulla posizione dei frequentatori, ma al momento non risultano comunicazioni ufficiali che attestino irregolarità a loro carico.

Resta dunque da chiarire la natura del sopralluogo e se l’attività abbia avuto carattere esclusivamente conoscitivo oppure abbia portato all’avvio di ulteriori verifiche. Eventuali provvedimenti potranno essere valutati soltanto dopo le comunicazioni delle autorità competenti. Fino ad allora, le affermazioni sulla presunta assenza di autorizzazioni restano attribuite esclusivamente alla denuncia politica del consigliere Bosco.

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