Sabotaggi o furti di rame? La Calabria nel caos ferroviario: indagini in corso

Una serie di interruzioni simultanee sulle linee ferroviarie calabresi ha messo in allerta le Questure di Crotone, Catanzaro e Cosenza. Si indaga per capire se dietro i guasti ci sia una regia unica.

La Calabria è stretta in una morsa di disagi ferroviari. Dopo l’ennesimo taglio netto e “chirurgico” dei cavi nei pressi della stazione di Cutro, il dubbio si fa sempre più concreto: si tratta di semplici furti di rame o siamo di fronte a un piano deliberato di sabotaggio delle infrastrutture?

Un’escalation di anomalie
L’episodio di Cutro non è isolato. Nelle ultime settimane, diverse linee — tra cui la Salerno-Paola, la Catanzaro Lido-Taranto e la Sibari-Paola — hanno subito interruzioni massicce che hanno paralizzato la circolazione. In alcuni casi, i treni sono rimasti bloccati per ore, isolando la regione dai collegamenti nazionali e provocando cancellazioni e pesanti ritardi per i viaggiatori dei treni Alta Velocità, Intercity e Regionali.

L’ipotesi degli inquirenti
Tre Questure sono attualmente al lavoro per fare luce su questa “scia di anomalie”. Sebbene il furto di rame sia storicamente legato a bande specializzate nel riciclo di metalli, la sincronia degli eventi e la precisione dei tagli fanno temere agli investigatori l’esistenza di un disegno più ampio e coordinato. L’obiettivo, secondo alcune ipotesi, potrebbe essere quello di colpire e paralizzare i principali snodi di transito regionali.

La preoccupazione politica
Il tema è arrivato anche sui tavoli governativi. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha espresso forte preoccupazione per la situazione, definendo la rete già strutturalmente fragile e ora vittima di un’escalation di danneggiamenti che mette a rischio non solo la puntualità del servizio, ma la sicurezza stessa dell’infrastruttura ferroviaria.

RFI (Rete Ferroviaria Italiana) è costantemente impegnata nelle operazioni di ripristino, ma la frequenza di questi episodi solleva interrogativi critici sulla vulnerabilità delle linee calabresi. Le indagini proseguono nel massimo riserbo per identificare gli autori di quello che appare sempre meno come un caso fortuito e sempre più come un attacco pianificato.

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