CATANZARO – A oltre due mesi dall’approvazione della delibera che sancisce l’uscita della Calabria dal commissariamento della sanità, il percorso non è ancora concluso. A rallentare l’iter è l’attesa del via libera definitivo della Corte dei Conti, chiamata a verificare la regolarità e la sostenibilità del provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 9 aprile.
L’assenza del pronunciamento definitivo sta producendo effetti concreti sull’attività amministrativa del settore sanitario regionale. Fino a quando non arriverà la cosiddetta “bollinatura”, infatti, il presidente della Regione Roberto Occhiuto non potrà esercitare pienamente i poteri che deriverebbero dalla fine del regime commissariale.
La situazione ha determinato un rallentamento di numerosi procedimenti, a partire dall’approvazione dei bilanci delle Aziende sanitarie provinciali e delle Aziende ospedaliere. I documenti contabili, che secondo la normativa avrebbero dovuto essere approvati entro il 30 aprile, restano infatti in sospeso proprio a causa della mancata conclusione dell’iter istituzionale.
Nei mesi scorsi la Regione ha già disposto diverse proroghe dei termini per consentire alle aziende di completare gli adempimenti necessari. L’ultima scadenza fissata prevede l’approvazione dei bilanci entro il 30 giugno, data entro la quale si attende anche il pronunciamento della magistratura contabile.
Secondo quanto emerge dagli ambienti regionali, il ritardo non dovrebbe compromettere il lavoro dei direttori generali delle aziende sanitarie e ospedaliere, ma l’incertezza continua a pesare sulla programmazione e sulle decisioni amministrative del comparto.
Non è la prima volta che il sistema sanitario calabrese deve confrontarsi con tempi lunghi per l’attuazione di provvedimenti strategici. Anche in passato procedure legate alla governance del settore hanno richiesto mesi prima di diventare pienamente operative.
L’uscita dal commissariamento rappresenta un passaggio particolarmente atteso per la Calabria dopo diciassette anni di gestione straordinaria. Tuttavia, fino all’arrivo dell’atto conclusivo della Corte dei Conti, la riforma resta di fatto sospesa e molte decisioni continuano a essere rinviate. L’attesa ora è tutta concentrata sulle prossime settimane, quando dovrebbe arrivare il pronunciamento definitivo che consentirà alla Regione di riappropriarsi pienamente delle proprie competenze in materia sanitaria.
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