CORIGLIANO ROSSANO – Più uomini in divisa, maggiore presenza dello Stato e un nuovo modello di prevenzione per contrastare criminalità e disagio sociale. È il quadro emerso dal convegno dedicato ai temi della sicurezza e della legalità organizzato a Corigliano Rossano dai sindacati delle forze dell’ordine, alla presenza di rappresentanti istituzionali, sindacali e politici.
Al centro del dibattito la necessità di rafforzare gli organici di polizia e carabinieri in una città considerata strategica per estensione territoriale e densità abitativa, ma che da anni denuncia carenze operative e difficoltà nei controlli.
Il senatore Ernesto Rapani ha parlato apertamente di una situazione che non può più essere sottovalutata. «Per la prima volta a Corigliano Rossano si affronta il tema della sicurezza e della legalità», ha dichiarato a margine del convegno.
Rapani ha ricordato che la città è stata elevata a Primo dirigente con decreto firmato dal ministro Matteo Piantedosi e che è stata inoltrata al Comando generale dell’Arma la richiesta ufficiale di elevazione a Gruppo dei carabinieri.
Secondo il parlamentare, il territorio vive una fase delicata. «Nel 2024 e nel 2025 ci sono stati circa sessanta atti intimidatori attraverso incendi dolosi. Significa oltre uno a settimana. A questo si aggiungono accoltellamenti, risse e rapine».
Rapani ha inoltre rilanciato la proposta di adesione al progetto “Strade Sicure”, con il possibile impiego dei militari per presidiare alcuni obiettivi sensibili. «Non si tratta di militarizzare la città – ha chiarito – ma di consentire alle forze dell’ordine di avere più uomini disponibili per i controlli sul territorio».
Una linea che però non trova tutti d’accordo.
La presidente del Consiglio comunale di Corigliano Rossano e consigliere regionale Rosellina Madeo ha espresso una posizione diversa sull’ipotesi esercito. «Sono assolutamente contraria a questa soluzione – ha spiegato –. C’è bisogno di più persone stabilmente in forza nei carabinieri e nella polizia».
Madeo ha posto l’attenzione soprattutto sul tema della prevenzione e della cultura della legalità. «Non bisogna soltanto punire, ma prevenire. Occorre investire nelle nuove generazioni e costruire una cultura della legalità diffusa nelle nostre città».
Secondo la presidente del Consiglio comunale, il lavoro educativo e sociale deve accompagnare l’azione repressiva dello Stato. «Meno bisogno di repressione e più prevenzione è sicuramente il modo giusto».
Molto duro anche l’intervento del segretario generale nazionale del Siap, Giuseppe Tiani, che ha denunciato carenze storiche nel sistema sicurezza del Mezzogiorno.
«La politica ha mostrato grandi limiti nella programmazione e nella valutazione dei fenomeni criminali – ha dichiarato – e continuo a denunciare una differenza di attenzione tra Nord e Sud. Il Meridione non può essere abbandonato».
Tiani ha ricordato che Corigliano Rossano, dopo la fusione, è diventata una delle città più grandi della Calabria, senza però ottenere un adeguato rafforzamento degli apparati di sicurezza. «Questo territorio è vasto, complesso e per anni dimenticato dallo Stato centrale».
Il dirigente sindacale ha parlato anche delle nuove minacce legate al cybercrime. «Oggi esiste anche un ordine pubblico invisibile che passa dal web».
Sull’elevazione a Gruppo dei carabinieri è intervenuto Antonio Noè, segretario generale regionale NSC. «Corigliano Rossano necessita seriamente del Gruppo – ha affermato – perché dopo la fusione si è perso un pezzo importante di copertura territoriale».
Secondo Noè, il nuovo assetto consentirebbe di aggregare più compagnie e aumentare uomini, mezzi e capacità operative sull’intero territorio ionico.
Dello stesso avviso Michele Capece, segretario generale vicario nazionale NSC. «La sicurezza deve seguire il territorio – ha spiegato –. Più uomini e più donne in divisa ci sono e maggiore sarà la sicurezza».
Capece ha sottolineato l’importanza delle professionalità già presenti nelle forze dell’ordine, chiedendo però maggiori risorse operative e strutture adeguate.
Dal convegno emerge quindi una richiesta chiara: rafforzare la presenza dello Stato in una città che chiede più controlli, prevenzione e strumenti adeguati per affrontare un territorio sempre più complesso.
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