VIDEO | Stipendi fermi e incertezze: i lavoratori del Giannettasio scendono in presidio

La protesta pacifica degli operatori del servizio pulizie dell’ospedale di Rossano ha riportato al centro dell’attenzione la situazione di ritardo nella corresponsione delle mensilità maturate. Una questione che coinvolge decine di dipendenti in servizio quotidiano nei reparti del “Giannettasio”, oggi preoccupati per il futuro e per la stabilità dell’appalto.

Bruno Graziano, responsabile provinciale della Cub Calabria, illustra i punti critici. «La vicenda nasce mesi fa» afferma. «I lavoratori sono dipendenti della cooperativa Il Faro e della CSF. Da ottobre attendono il pagamento della mensilità che, secondo il contratto, sarebbe dovuta arrivare entro i primi dieci giorni di novembre. Il consorzio sostiene di non poter procedere in anticipo rispetto ai pagamenti dell’ASP».

Graziano chiarisce che l’ASP, in passato, ha già sostenuto spese in tempi più rapidi. «Sono state pagate due fatture consecutivamente, anche senza obbligo. L’accordo con il CNS dovrebbe garantire continuità. Invece ci ritroviamo con operatori che mantengono servizi essenziali e famiglie in difficoltà».

Il sindacato ha chiesto un confronto diretto con la direzione sanitaria. «Ho parlato con la direttrice, che si è detta pronta a sostenere un percorso di dialogo. L’obiettivo è garantire la mensilità di dicembre, la tredicesima e chiarire gli sviluppi dell’appalto. Anche l’ASP avvierà un tavolo di confronto».

Una delle lavoratrici sottolinea la scelta di mantenere comunque la continuità del servizio. «La nostra è una protesta e non uno sciopero. Abbiamo assicurato le attività per rispetto verso i pazienti. Ma viviamo incertezza e timori. Confidiamo che questa mobilitazione porti un risultato concreto». La dipendente ricorda anche episodi vissuti nel passato. «Non vogliamo ritrovarci come anni fa, quando fummo costretti a gesti estremi per farci ascoltare. Le retribuzioni erano ferme e la situazione divenne pesante per molte famiglie».

Un altro lavoratore con molti anni di servizio nella struttura afferma. «Con uno stipendio basso, ritardi del genere impediscono di pagare bollette e garantire bisogni di base».

La situazione coinvolge oltre cento addetti distribuiti tra Rossano, Corigliano e i distretti dell’ASP. La portata del problema rende urgente un chiarimento ufficiale sulle responsabilità, sulle tempistiche dei pagamenti e sul percorso che porterà al subentro della nuova azienda, di cui si parla con insistenza ma senza conferme.

Gli operatori chiedono certezze e atti concreti. Il presidio, mantenuto senza compromettere le attività ospedaliere, vuole sollecitare istituzioni e consorzio a intervenire rapidamente. La continuità dei servizi di pulizia è indispensabile per il funzionamento dell’ospedale e per la tutela dei pazienti.

 

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