COSENZA, 2 luglio 2025 – Il futuro di oltre 300 Tirocinanti di Inclusione Sociale (TIS) nei Comuni di Longobucco, Campana, Bocchigliero e San Giovanni in Fiore è appeso a un filo. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Davide Tavernise, ha annunciato un’interrogazione urgente alla Giunta regionale, chiedendo immediata chiarezza e stabilizzazione per questi lavoratori.
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Lavoratori qualificati a rischio esclusione
I TIS in questione operano da anni nelle aree montane della Sila Greca, svolgendo attività cruciali in progetti di valorizzazione ambientale e inclusione sociale. Attraverso percorsi formativi e tirocini “on the job” nei Comuni coinvolti, questi lavoratori hanno acquisito qualifiche e sono impiegati in funzioni “fondamentali per la salvaguardia del territorio e la coesione delle comunità locali”.
Nonostante anni di servizio e “promesse istituzionali,” Tavernise evidenzia che questi lavoratori sono “a rischio esclusione per motivi burocratici non meglio chiariti.”
Violazione di legge e richiesta di intervento regionale
L’interrogazione di Tavernise richiama la Legge n. 18/2024, la quale include espressamente tra i soggetti prioritari per l’assunzione “i beneficiari delle risorse degli accordi di programma” attivati proprio nei suddetti comuni. Si tratta, nello specifico, dei TIS finanziati con le D.G.R. 258/2016 e 404/2017, già impiegati da queste amministrazioni e in possesso di tutti i requisiti necessari. “Ogni esclusione sarebbe una grave violazione di legge,” ha sottolineato il consigliere.
Tavernise chiede alla Regione di “attivarsi senza indugio per includere questi tirocinanti nei percorsi di stabilizzazione, dando seguito agli impegni assunti, anche nel quadro degli incentivi già previsti – fino a 40mila euro a lavoratore – e alle deroghe normative concesse dallo Stato.”
La piattaforma regionale per le stabilizzazioni si è chiusa il 16 giugno, e ora “si apre la fase operativa. È il momento delle scelte, non degli alibi. I territori dell’entroterra calabrese non possono essere penalizzati ancora. Lo dobbiamo a questi lavoratori, e alla dignità del lavoro pubblico,” ha concluso Tavernise, ribadendo l’urgenza di un intervento concreto.







