Il consigliere comunale e presidente della Commissione speciale chiede un Consiglio aperto nell’ex Palazzo di Giustizia: «Non possiamo restare fermi a guardare» –
La discussione sulla riforma della geografia giudiziaria riaccende il confronto sul futuro del Tribunale di Corigliano-Rossano. Le recenti notizie provenienti dal Parlamento, dove è in corso l’esame del disegno di legge governativo sulla revisione degli uffici giudiziari, hanno riportato al centro dell’attenzione una questione che da anni mobilita istituzioni, professionisti e cittadini della Sibaritide e dell’Alto Ionio.
A lanciare un nuovo appello è Leonardo Trento, consigliere comunale di maggioranza e presidente della Commissione speciale istituita dal Consiglio comunale per seguire il percorso finalizzato alla riattivazione del presidio giudiziario. Trento ha annunciato l’intenzione di proporre formalmente al sindaco e al presidente del Consiglio comunale la convocazione di un Consiglio straordinario, aperto e monotematico dedicato esclusivamente al tema del Tribunale.
«Proporrò formalmente al Sindaco e al Presidente del Consiglio Comunale la convocazione di un Consiglio comunale straordinario, aperto e monotematico interamente dedicato al tema, al fine di valutare ogni iniziativa utile alla tutela delle legittime aspettative del territorio», afferma.
La preoccupazione nasce dal fatto che, nonostante il percorso legislativo sia ancora in corso e nessuna decisione definitiva sia stata assunta, al momento non emergerebbero indicazioni chiare sul ripristino del Tribunale di Corigliano-Rossano. Un’eventualità che il territorio considera cruciale, soprattutto alla luce delle conseguenze prodotte dalla riforma del 2012 che portò alla soppressione del Tribunale di Rossano e al suo accorpamento con Castrovillari.
Per Trento, quella decisione continua a pesare sulla vita quotidiana di cittadini, professionisti e imprese. «La storia del Tribunale di Rossano è stata la storia di una ferita aperta per l’intera Sibaritide e per l’Alto Ionio. Una ferita istituzionale, civile, democratica, che ha privato il nostro territorio di un presidio storico dello Stato, della legalità e della giustizia».
Nel documento il presidente della Commissione richiama anche il ruolo strategico di Corigliano-Rossano, terzo comune della Calabria per popolazione e punto di riferimento per un vasto comprensorio. Da qui la convinzione che il territorio non possa essere escluso dall’eventuale revisione della geografia giudiziaria attualmente in discussione.
«Se la riforma del 2012 non è più intoccabile, Corigliano-Rossano e l’intero ex circondario del Tribunale di Rossano non possono essere lasciati ancora una volta ai margini. Non possiamo permettere che altri territori ottengano attenzione, ascolto e risposte, mentre la Sibaritide e l’Alto Ionio restano nel dimenticatoio».
L’idea è quella di organizzare il Consiglio comunale nell’ex Palazzo di Giustizia di Rossano, una scelta dal forte valore simbolico. «Convocare il Consiglio comunale in quel luogo significherebbe mandare un messaggio chiaro: il Tribunale di Corigliano-Rossano non è una pagina chiusa. È una battaglia ancora viva. È una richiesta di giustizia territoriale che non può essere archiviata».
L’iniziativa, nelle intenzioni di Trento, dovrà coinvolgere tutti i sindaci dell’ex circondario, i parlamentari, i consiglieri regionali, la Provincia di Cosenza e le altre rappresentanze istituzionali del territorio. L’obiettivo è arrivare all’approvazione di un documento unitario da trasmettere a Governo, Parlamento e Regione Calabria, accompagnato da una mobilitazione condivisa.
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