Vermocane sulle coste dello Ionio, cresce l’allarme tra bagnanti e pescatori

Le sue setole possono provocare dolorose irritazioni cutanee, rappresenta una minaccia per l’ecosistema marino e sta creando crescenti preoccupazioni tra pescatori e frequentatori delle spiagge. È il cosiddetto “verme di fuoco”, o vermocane, specie che negli ultimi mesi viene avvistata con sempre maggiore frequenza lungo il litorale ionico della Calabria, in particolare nell’area di Corigliano Rossano.

L’Hermodice carunculata, questo il nome scientifico dell’anellide, è un organismo già presente nel Mediterraneo ma che, secondo gli esperti, starebbe ampliando la propria diffusione a causa dell’aumento delle temperature marine legato ai cambiamenti climatici. Non è raro ormai imbattersi in esemplari vicino alla riva o persino tra gli scogli frequentati dai bagnanti.

Se per chi va al mare il rischio principale riguarda il contatto accidentale con le sue setole urticanti, per il comparto della pesca la situazione appare ancora più delicata. Il vermocane è infatti un predatore molto aggressivo che attacca i pesci intrappolati nelle reti, causando danni economici alle attività di pesca costiera.

In caso di contatto, gli esperti raccomandano di non utilizzare pinzette per rimuovere le setole, evitando di spezzarle. È preferibile ricorrere a nastro adesivo per asportarle delicatamente e successivamente detergere la zona interessata.

La presenza sempre più diffusa del vermocane viene considerata un ulteriore segnale dei cambiamenti che stanno interessando il Mediterraneo, con effetti destinati a incidere non solo sull’ambiente ma anche sulle attività economiche legate al mare.

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