Bretella di Ortiano, la Prefettura bacchetta il Comune di Longobucco: «Convocate subito il Consiglio»

LONGOBUCCO – Si sblocca l’impasse istituzionale sulla sicurezza del territorio. Dopo settimane di polemiche e tentativi di “silenzio” denunciati dai banchi dell’opposizione, la Prefettura di Cosenza è intervenuta con una nota perentoria, ordinando al Comune di Longobucco di convocare immediatamente il Consiglio Comunale richiesto dai consiglieri di minoranza avente come oggetto la situazione della Bretella di Ortiano.

La Prefettura: «I diritti dei consiglieri sono inviolabili»

Il documento inviato dall’Ufficio Territoriale del Governo non lascia spazio a interpretazioni. La Prefettura ha chiarito che il Presidente del Consiglio, Parrilla, non ha facoltà di negare la convocazione quando questa viene formalmente richiesta da almeno un quinto dei consiglieri comunali, come previsto dall’art. 39 del TUEL.

Nel caso specifico, la richiesta era stata sottoscritta da ben cinque consiglieri, un numero ampiamente superiore alla soglia legale. La Prefettura ha inoltre smontato la linea difensiva della maggioranza, che giustificava il mancato dibattito in aula con la pendenza di incontri tecnici a livello provinciale: secondo l’autorità prefettizia, tali incontri non solo non sono ostativi, ma rendono anzi ancora più urgente la necessità di una discussione trasparente in sede consiliare.

L’ “Ultimo Avviso” e il rischio commissariamento

Il monito è chiaro: se il Presidente Parrilla dovesse persistere nel rifiuto o nel ritardo della convocazione, il Prefetto procederà alla nomina di un Commissario ad acta che si occuperà direttamente di riunire l’assise. Una procedura d’urgenza che sottolinea la gravità dell’inottemperanza riscontrata.

Le opposizioni: «Ora il Sindaco Pirillo non ha più scuse»

I consiglieri di minoranza, che hanno denunciato ripetutamente il tentativo di “tappare la bocca” alle opposizioni, cantano vittoria: «La legalità ha vinto – dichiarano in una nota –. Ora il Sindaco Pirillo e la sua maggioranza non hanno più alibi. Devono presentarsi in aula davanti ai cittadini e spiegare perché hanno bloccato per settimane la discussione sulla sicurezza del Ponte Ortiano, proprio mentre il territorio mostrava segni di cedimento e la terra franava».

Il caso della Bretella di Ortiano diventa così il terreno di scontro su una questione di fondo: quella del diritto democratico di controllo e partecipazione. Mentre la comunità longobucchese attende risposte concrete sulla tenuta delle infrastrutture, la politica cittadina si ritrova ora costretta — per ordine prefettizio — a riaprire le porte del palazzo al confronto democratico.

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