VERONA – Il futuro del vino italiano passa dai giovani, ma richiede condizioni di sistema radicalmente diverse. Dalla prestigiosa cornice della 58ª edizione del Vinitaly, a Verona, il Delegato Nazionale di Coldiretti Giovani Impresa e Presidente della Federazione di Cosenza, Enrico Parisi, ha lanciato un monito chiaro: i giovani viticoltori sono pronti a guidare la transizione, ma serve un abbattimento immediato della burocrazia e strumenti di credito agevolati per sostenere l’innovazione.
Il ruolo dei giovani nel cambiamento
Durante il talk “Tra successi e futuro del vino italiano”, tenutosi presso Casa Coldiretti, Parisi ha moderato un confronto di alto profilo che ha coinvolto istituzioni, esperti di neuromarketing e professionisti del settore. «Continuiamo ad investire – ha dichiarato Parisi – per una viticoltura che sia espressione autentica dei nostri territori. Siamo i protagonisti del cambiamento, ma abbiamo bisogno di risposte concrete: è necessario valorizzare l’impegno di chi presidia il territorio, creando occupazione e difendendo la biodiversità contro le sfide globali».
I nodi del settore: Export e Remuneratività
Il dibattito ha preso le mosse dai dati sul commercio estero: il calo dell’export nazionale del 3,7% (con un fatturato complessivo di 7,78 miliardi di euro) è un segnale che non può essere ignorato. Il comparto vitivinicolo, che impiega circa 870 mila lavoratori, vive una fase di profonda trasformazione legata al mutamento delle abitudini di consumo delle nuove generazioni.
Per Coldiretti Calabria, la sfida non è solo qualitativa, ma economica: «Per essere sostenibili – sottolinea l’organizzazione – è doveroso difendere la remuneratività delle aziende. Un giovane agricoltore non può innovare se non ha accesso a strumenti finanziari agili e a un mercato che riconosca il giusto valore al lavoro».
Un nuovo modello di promozione
Il vino italiano, secondo Parisi, deve smettere di essere solo un prodotto da scaffale per tornare a essere “ambasciatore di valori”: storia, cultura e legame profondo con il territorio. «Vogliamo essere al centro di un nuovo modello – ha concluso il delegato cosentino – che racconti alla società civile la resilienza dei nostri viticoltori e la loro capacità di guardare avanti. L’Italia del vino che immaginiamo è dinamica, tecnologica e profondamente orgogliosa delle proprie radici».
Un parterre di eccellenze
L’incontro ha visto la partecipazione di figure chiave per lo sviluppo del settore:
-
Alberto Stefani, Presidente Regione Veneto;
-
Riccardo Cotarella, Presidente Assoenologi;
-
Gabriele Valota, Coordinatore Assoenologi Giovani;
-
Vincenzo Russo, Prof. di Neuromarketing alla IULM;
-
Roberto Costa, Presidente Camera di Commercio Italiana in UK. A chiudere i lavori, l’intervento del Presidente nazionale di Coldiretti, Ettore Prandini, che ha ribadito la centralità del vino come pilastro dell’identità economica nazionale.
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |






