Screening Neonatale Esteso, la Calabria corre ai ripari: M5S presenta la mozione per salvare vite

CATANZARO – Diagnosi precoce per sconfiggere le malattie rare sul nascere. È l’obiettivo della mozione presentata dalla consigliera regionale e capogruppo del Movimento 5 Stelle, Elisa Scutellà, che mira a potenziare e uniformare su tutto il territorio calabrese il programma di Screening Neonatale Esteso (SNE).

Un’iniziativa che punta a trasformare la prevenzione da progetto sperimentale a percorso strutturato e stabile, garantendo a ogni neonato calabrese lo stesso diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione.

«La finestra temporale è tutto»

«La medicina oggi mette a disposizione terapie geniche ed enzimatiche capaci di cambiare radicalmente il destino di molti bambini – spiega la consigliera Scutellà –. Tuttavia, l’efficacia di queste cure è strettamente legata alla capacità di intervenire in fase pre-sintomatica. Non possiamo permetterci di lasciare indietro nessuno: la Calabria deve dotarsi di un sistema di screening moderno, all’altezza delle sfide scientifiche attuali».

Cosa prevede la mozione

La proposta della capogruppo M5S impegna la Giunta regionale su più fronti, con l’obiettivo di creare una rete capillare ed efficiente:

  • Copertura Universale: Raggiungere il 100% dei nuovi nati in tutti i punti nascita regionali.

  • Rete di eccellenza: Individuare laboratori specializzati e centri clinici di riferimento per la gestione delle patologie.

  • Aggiornamento dei PDTA: Definire Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali chiari per le nuove patologie individuate.

  • Cabina Tecnica Multidisciplinare: Istituire un tavolo di esperti per supportare le famiglie e gestire i casi clinici.

  • Ampliamento del panel: Introdurre progressivamente test per patologie genetiche, metaboliche, neuromuscolari, immunologiche e neurodegenerative.

Dalla Calabria all’Italia

L’ambizione della mozione non si ferma ai confini regionali. Il piano prevede infatti di utilizzare i risultati dei progetti pilota per promuovere l’aggiornamento del panel nazionale dello Screening Neonatale Esteso. In questo modo, la Calabria potrebbe trasformarsi da fanalino di coda a laboratorio di sperimentazione avanzata, candidando le nuove patologie diagnosticate a diventare standard di cura su tutto il territorio nazionale.

«Vogliamo trasformare i progetti pilota in una realtà consolidata – conclude Scutellà – per garantire pari accesso alla diagnosi precoce in ogni angolo della regione, superando le disparità territoriali che troppo spesso hanno penalizzato le famiglie calabresi».

Articoli correlati: