TREBISACCE – Un atto di «violenta ignoranza» che squarcia il tessuto sociale di una cittadina da sempre nota per la sua vocazione all’accoglienza. Nelle scorse ore, l’abitazione di tre giovani stranieri, regolarmente integrati nel tessuto lavorativo e sociale di Trebisacce, è stata bersaglio di un vile atto vandalico: uova e altri materiali sono stati scagliati contro la loro casa nella parte alta dell’abitato.
La denuncia: «Non è una bravata»
A sollevare il caso sono stati i volontari dell’associazione “Le Nove Lune Onlus”, realtà impegnata da tempo nell’Alto Jonio al fianco di chi cerca un futuro dignitoso lontano dal proprio Paese d’origine. «Non si tratta di una ragazzata o dello scherzo di qualche bambino – spiegano i volontari –. Le vittime sono persone oneste, conosciute e stimatissime, che ogni giorno contribuiscono a costruire un pezzo della nostra comunità». Secondo i testimoni, minimizzare l’accaduto come una “goliardata” sarebbe un grave errore, poiché il gesto appare figlio di un clima di intolleranza sempre più marcato.
Il Circolo “Converti” (Rifondazione): «Nessuna patria per l’odio»
La risposta politica non si è fatta attendere. Il Circolo “Converti” di Rifondazione Comunista ha condannato duramente l’episodio, collegandolo direttamente a una retorica nazionalista che, a loro avviso, sta legittimando posizioni antistoriche e discriminatorie.
«Certe posizioni ideologiche vetero-fasciste non possono avere “patria” nelle nostre zone – tuona il circolo in una nota –. Alzeremo la voce contro chiunque si faccia portavoce di avversione all’inclusione. Siamo solidali con i ragazzi stranieri e con i volontari de “Le Nove Lune”. Su questo terreno non faremo un solo passo indietro: si all’inclusione, no alle vili aggressioni».
Un segnale d’allarme per la comunità
L’episodio ha scosso la cittadinanza perbene di Trebisacce, che da sempre vanta una tradizione di umanità e convivenza civile. L’aggressione alla casa dei tre giovani stranieri è percepita come un attacco non solo ai singoli, ma ai valori fondanti di un’intera comunità. Il timore dei movimenti locali è che il “clima d’odio” alimentato a livello nazionale possa attecchire anche nelle periferie, trasformando atti di vigliaccheria in una pericolosa normalità.
L’associazione “Le Nove Lune Onlus” e le forze politiche locali hanno già annunciato che non lasceranno soli i giovani colpiti, continuando a monitorare la situazione e a promuovere iniziative che rafforzino il valore della convivenza pacifica nel territorio.
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