L’intervento dell’avvocato Luigi Fraia – C’è un vecchio adagio secondo cui “l’assenza, a volte, pesa più della presenza”. Ed è proprio ciò che viene da pensare sfogliando le graduatorie regionali di finanziamenti della Regione Calabria prevenzione e la riduzione dei rifiuti ai comuni della stessa regione. Così capita – purtroppo – che scorrendo l’elenco dei Comuni finanziati compaiono grandi, medi e piccoli centri della Calabria e della provincia di Cosenza; si incontrano amministrazioni con organici ridotti, realtà territoriali molto meno popolose e Comuni con risorse, ma anche spese, certamente inferiori rispetto a Corigliano-Rossano. Poi, arrivati alla terza città della Calabria, ci si accorge che il nome semplicemente non c’è.
Forse si tratta soltanto di un incidente di percorso o di un disguido, oppure di una valutazione tecnica che troverà adeguata spiegazione. Ma proprio perché Corigliano-Rossano dovrebbe essere (sic) una città protagonista e punto di riferimento del territorio, quell’assenza nelle graduatorie non può passare inosservatao senza risposta.
Nella comunicazione politica è naturale mettere in evidenza ciò che funziona, tuttavia, accanto ai tagli dei nastri, ai comunicati e alle conferenze stampa, e anche ai dinosauri e al pane e circenses, esiste un parametro molto più oggettivo: la capacità di attrarre risorse (e che risorse) esterne.
I finanziamenti pubblici non si ottengono con gli slogan, ma con progetti solidi, completi e competitivi. Sono questi, alla fine, a parlare davanti alle commissioni di valutazione e anche all’apprezzamento del popolo che vota e che osserva le vicende che interessano il proprio comune.
Ed è forse questa la domanda che oggi molti cittadini si pongono: se per i rifiuti si pagano dei tributi non indifferenti (è di questi giorni l’invio della bolletta) il settore dei rifiuti dovrebbe rappresentare uno dei fiori all’occhiello dell’azione amministrativa. Ma perché proprio su un bando dedicato all’economia circolare Corigliano-Rossano non è riuscita ad ottenere alcun finanziamento?
Non vorrei che ci trovassimo in quello che rappresenta un rischio che ogni amministrazione dovrebbe evitare: convincersi che raccontare i risultati (o quello che si pensa che siano gli obiettivi raggiunti)equivalga automaticamente ad averli conseguiti.
In generale. la soddisfazione per quanto si ritiene fatto è legittima, se motivata. L’autocompiacimento, invece, rischia di diventare un limite quando i dati ufficiali raccontano una realtà diversa o, quantomeno, pongono interrogativi che meritano risposte, e la questione dei mancati finanziamenti su un monte complessivo di 11,2 milioni è emblematico.
Le graduatorie regionali non rappresentano una sentenza incontrovertibile sulla qualità del servizio rifiuti, ma costituiscono certamente un indicatore della capacità progettuale degli enti locali. E quando decine di Comuni riescono ad intercettare risorse e Corigliano-Rossano resta esclusa, qualche domanda diventa inevitabile.
Speriamo che si tratti di un errore della Regione, e l‘Amministrazione spieghi perché si potrebbero perdere ingenti finanziamenti (siamo ancora in tempo per fare ricorso) a cui attingono comuni grandi e piccoli, mentre CoriglianoRossano brilla per la sua assenza, nello stessso tempo non credo che sia utile una sterile polemica politica, che sarebbe un grave errore.
La risposta più convincente non consiste in una dichiarazione politica, ma nella pubblicazione degli atti: i progetti presentati, i punteggi assegnati, le valutazioni della Commissione regionale e le eventuali iniziative intraprese per il riesame; perché la trasparenza ha un pregio raro: quando i documenti parlano, le polemiche smettono di urlare. Ed è inutile ricordare ai partiti politici e ai loro rappresentanti in consiglio comunale, che hanno i modi e i tempi per ottenere atti e risposte, basta leggere il regolamento del Consiglio Comunale.
E poi, in fondo non si chiedono miracoli. Si chiede semplicemente di sapere perché, mentre tanti Comuni calabresi hanno saputo trasformare un’opportunità in un investimento per il proprio territorio, Corigliano-Rossano sia rimasta a guardare. E se questa esclusione sia il frutto di una scelta della Commissione, di un progetto non sufficientemente competitivo o di criticità che l’Amministrazione deve correggere.
Sono risposte che una città di quasi ottantamila abitanti merita. Non per alimentare il dibattito politico, ma per rafforzare la fiducia dei cittadini nella capacità delle istituzioni di programmare il futuro.
E’ questa la democrazia, e quando si governa ci sono oneri e onori, in fondo non lo ha ordinato il medico di fare politica, ma se si sceglie liberamente di farlo, oltre alle chiacchiere servono i fatti.
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